.
Annunci online

Blogberry


Diario


28 gennaio 2011

Barbie e Ken

Nella mia palestra le ragazze hanno tutte i capelli sciolti e non sudano mai. Hanno completini attillati, il rolex e quella faccia da torinesi ricche che ricorda a tratti quei piccoli cani con la faccia tutta ammucchiata sul davanti. Per non parlare delle voci, stridule e nasali. Adatte ai loro corpicini da ragnetti magri, appesi alla tracolla delle loro microscopiche borsette.

Per questo l’altro giorno, quando quel tizio sulla cyclette si è messo a guardarmi con insistenza, l’ho trovato un poco strano. Gli uomini che frequentano la mia palestra sono quelli che si accompagnano alle donne di cui sopra. Giovani arroganti e muscolosi oppure vecchi e irriducibili papponi. Io non sono il tipo di donna che li attrae.

Ma quello mi guardava, senza dubbio. Guardava proprio me.

Io ero impegnata a fare sci di fondo. Per finta, s’intende, piazzata di fronte a uno specchio enorme. Lui stava pochi metri più in là. Con la coda dell’occhio avevo stabilito trattarsi di un maschio del primo tipo, che sta per giovane, arrogante e muscoloso. E, sempre con la coda dell’occhio, mi ero levata ogni dubbio. 

Quel tizio non mi staccava gli occhi di dosso, e da parecchio. “Mi ama”, pensai in un lampo accecante di autostima.

In palestra non è strano trovare donne che si guardano allo specchio rapite mentre i loro culi ballonzolano e i seni sbatacchiano qua e là fuori tempo. Lo sguardo che mi dedicai non fu quindi né affrettato né colpevole. Minuziosamente passai in rassegna il mio abbigliamento (trovando conferma che il blu mi dona). Anche i capelli raccolti in una coda di cavallo mi davano un’aria sbarazzina. Mi piacevo, insomma. E decisi che potevo anche piacere a quel tizio.

Che infatti non aveva ancora smesso di guardarmi.

Ora, chi è pratico di palestra sa che i minuti possono diventare eterni. In effetti ne erano passati forse cinque da quando avevo iniziato l’esercizio e al massimo due da quando mi ero accorta delle avance oculari del mio vicino. Mi restavano ancora sette minuti buoni. Mi misi di buona lena per dimostrare al mio spasimante che non solo ero una fotomodella  capitata per caso sul suo cammino di palestrato - alla quale era giusto sbavare dietro - ma che ero anche un’atleta olimpionica passata lì ad allenarsi.

Se fino a quel punto mi aveva amata solo per la mia bellezza, ora non avrebbe più potuto fare a meno di me.

L’ellittica quando si supera una certa velocità incomincia a fare un chiasso infernale. Forse richiamato dal rumore, a un tratto mi piomba alle spalle l’istruttore e mi fa pat pat sulla spalla. Il suo arrivo mi contraria. Ma che vuole? Sarà mica geloso…

Ma certo! Come ho fatto a non accorgermene? Mi ama anche lui segretamente. Questo pensiero, formulato mentre mi tolgo un auricolare e mi giro per vedere che vuole, mi disegna un sorriso ebete sul viso.

Sogliolo (sussurrando): “Stai andando al contrario apposta?”.

Io: “Come, scusa?”.

Sogliolo (gridando): “Stai andando al contrario apposta? Sull’ellittica,dico. Perché stai andando al contrario?”.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. palestra cuori infranti

permalink | inviato da Blogberry il 28/1/2011 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


2 ottobre 2008

Sociologo delle parrucchiere

Egregio professor Mark Sergeant,

le scrivo come scriverei a Natalia Aspesi. Senza aspettarmi nulla.


Apprendo da sua pregevole ricerca che:

1) le donne dalla chioma (finta) dorata sono molto più sicure di sé e determinate;

2) le donne con i capelli scuri guadagnano in media più di 5.500 euro in più delle colleghe platinate e hanno molte più chance di sposare un milionario;

3) le rosse hanno più partner e fanno sesso più spesso di tutte.


Da bionda (vera), le volevo chiedere: mi devo fare la tinta per riuscire a chiedere l’aumento o può bastare un riflessante?


Sorvolo - perché lo trovo oltremodo offensivo – sull’incipit dell’articolo:

“Siete incerte se farvi finalmente quella tinta bionda che desiderate da tempo ma che rimandate perché non volete cadere nel cliché della stupida?”


La ringrazio molto, infine, perchè da ora l’idealtipo simmeliano del Sociologo delle Parrucchiere ha una faccia. La sua.


Cordiali saluti

Perossidodidrogenina '88


Sui crudeli patimenti delle bionde (vere), qui





permalink | inviato da Blogberry il 2/10/2008 alle 21:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


29 settembre 2008

Coazione a ripetere

‘Si aggomodi, prende un caffè?’

‘Grazie, molto gentile’

‘Allora ghe faggiamo?’

‘Beh… non ho le idee molto chiare’.


Vorrei attirare la vostra attenzione sul 1°errore madornale da me commesso. Mai mostrarsi indecisa di fronte al nemico. Il parrucchiere ha come missione professionale quella di rendervi sue schiave per sempre. Per cui, si ingegnerà a farvi il taglio più ribelle, balzano, ingovernabile che gli riuscirà di fare. E, soprattutto, irriproducibile da chiunque che non sia lui stesso. Dare istruzioni precise equivale a mettere dei paletti a questo suo folle piano. Non che serva davvero, ma almeno avete una chance. Se vi mettete nelle sue mani, sappiate che lo rivedrete da lì a un mese. Volenti o nolenti.


‘Ah.. beh, vediamo… gui sono un po’ pesanti. È la brima volta ghe viene, vero?’

‘Veramente no. Ma le altre volte me li tagliava suo figlio (quel tamarro)’.

‘Ah. (Che cazzo ha fatto quel coglione? Era meglio se lo mandavo a studiare a quello là). Allora vediamo… li faggiamo tutti scalati’.

‘Ok’.


2° errore. Mai sottovalutare un parrucchiere quando dice “Li facciamo tutti scalati”. Perché vi sta dicendo esattamente quello che farà. Alla fine, non un capello sarà della stessa lunghezza dell’altro. E il vostro aspetto, la prima volta che vi laverete i capelli da sole e vi specchierete alla luce impietosa del faretto sopra il lavandino, sarà quello di un cane bagnato. E l’umore anche.


‘Sa una cosa? Vorrei anche accorciarli un po’


Serve che commenti il mio 3° errore? No, vero?


Zac zac frin frin strap strap.


‘E spazzolale la faccia a sta ragazza, che tra un po’ non respira’.


Frush frush.


‘Mi ha presa in parola’.

‘Eh, non zono così corti. Arrivano gua’

‘Ah, sì? (ho lo specchio davanti, mitomane di un parrucchiere!)

‘Vieni guà, asgiuga la ragazza’.


FSSSSSSSHHHHHHHHHHHHHHH. FSHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH.


‘Questo taglio con questo colore sta benissimo!!!’


(già, e con la mia faccia come sta?)




permalink | inviato da Blogberry il 29/9/2008 alle 21:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


20 settembre 2008

Consigli non richiesti

Io - Scusa, cosa c'è nel Long Island?
Il Barista solitamente scostante e silenzioso (con estrema competenza e uno strano sorrisetto) Vodka, gin, rum e tequila. Limone e coca-cola.
 
IO (soddisfatta) Ah.
Il Barista solitamente scostante e silenzioso (confidenziale) Ma il Long Island è un cocktail per ragazzini che vanno in discoteca!
IO – (vergognandomi ma solo un poco appena) Eh eh
Il Barista solitamente scostante e silenzioso (con tono giudicante) … una di quelle cose tremende che sanno di alcol e zucchero e che ti tagliano le gambe per ubriacarti in fretta e spendere poco!
IO - (vergognandomi già un pelino in più)
Il Barista solitamente scostante e silenzioso - (cercando complicità) Lo prendevo anch’io quando ero ragazzino e andavo in discoteca. Ora che ho 36 anni non lo berrei più
IO - (color rosso fuoco) Capisco.
Il Barista solitamente scostante e silenzioso (lapidario) Poi per un aperitivo non va bene.
IO - (sempre rosso fuoco) mmmm.
Il Barista solitamente scostante e silenzioso (servizievole) Allora che ti preparo?
IO - (color pietra, con un filo di voce) Un Long Island, per piacere.

Come sentirsi vecchia e alcolizzata.




permalink | inviato da Blogberry il 20/9/2008 alle 17:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


11 settembre 2008

Manuale di sopravvivenza alle amiche incinte (3)

(sottotitolo incoraggiante: forza, dura solo 9 mesi)
(sotto-sottotitolo realista: e pensa non ha ancora iniziato a fare cacchina)

LA CENA

Tutte le tue amiche (o quasi) sono incinte. Ma tu, biancaneve, ti sei detta: se lo facevamo prima, di cenare da me e chiacchierare fino a notte fonda, perché non lo possiamo fare adesso? In fondo, è dopo che forse sarà tutto più difficile. Quando le amicizie si trasformeranno in faticosi pellegrinaggi da re magio. Per ora, invece, non è cambiato nulla.
Nulla. Sempre se il melone te lo mangiavi col prosciutto cotto anche prima. E il salame, per carità, lo davi al gatto. E il gatto lo davi da tenere al vicino. E l’insalata la mangiavi solo se odorava come le mani di un chirurgo. E sbucciavi i pomodori.
Preparati a sentire cose del tipo: Le uova nel tiramisù non sono cotte vero? Lo sai, vero, che i formaggi molli possono essere mangiati solo se cotti finché non formano le bolle? Questo le ha fatte le bolle? Ah no, niente latte crudo per me, grazie.

Suggerimenti:
1) Prova a introdurre a cena, al posto del solito, abusato discorso sulla Toxoplasmosi, uno sui sorprendenti, arcani e quasi sovrannaturali effetti della Listeriosi. Metti in guardia le tue amiche e ricorda loro che la Listeria cresce in frigorifero e sopravvive al freezer.
2) Rispondi con prontezza che sì, certo, le uova nel tiramisù sono cotte. Probabilmente tue amiche faranno finta di crederci e così salverete capra e cavoli (e dessert).
3) Ridimensiona il senso di colpa (e lo spettro della salmonellosi) per la menzogna appena detta sul dolce pensando che se avere dei figli richiedesse davvero tante precauzioni, la razza umana si sarebbe estinta da un pezzo.




permalink | inviato da Blogberry il 11/9/2008 alle 21:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


10 settembre 2008

Manuale di sopravvivenza alle amiche incinte (2)

 (sottotitolo incoraggiante: forza, dura solo 9 mesi)
(sotto-sottotitolo realista: e pensa non ha ancora iniziato a fare cacchina)

IL RAPPORTO CON I GENITORI. CON I TUOI GENITORI.
Hai appena detto ai tuoi genitori che tutte le tue amiche (o quasi) sono incinte? Non hai proprio saputo resistere eh? Magari per il solito vizio di parlare dei fatti degli altri per tenere segreti i fatti tuoi. Ben ti sta. Perché, sappi, che in quel momento hai dato ai tuoi genitori un’arma potentissima. Perché era dal liceo che non potevano più chiederti “Ah, e Irene invece quanto ha preso della versione?” e creare così quel bel clima di insana (ma formativa) competizione. E segretamente ne soffrivano. Ma adesso, adesso invece possono chiederti “Come stanno X e Y? E… a che mese sono?”. E finalmente possono guardarti di nuovo come se tu avessi preso quattro, e loro otto.

Suggerimenti:
1) Perché pensi che sia un’insopportabile intrusione nella tua privacy raccontare a tua madre che segui corso di uncinetto on-line? Meglio che ti rimproveri per non averle fatto un centrino o che ti faccia sentire una merda perché non le hai fatto un nipotino?
2) Compra un centrino su eBay e regalalo a tua madre per natale. Il fatto che a natale tua cugina le regalerà un copriwater a mezzo punto non ti deve turbare.
3) Consolati pensando che la madre nella psicoanalisi è come il maggiordomo nei libri gialli: la colpa di tutto è sempre sua.




permalink | inviato da Blogberry il 10/9/2008 alle 19:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


10 settembre 2008

Manuale di sopravvivenza alle amiche incinte (1)

 (sottotitolo incoraggiante: forza, dura solo 9 mesi)
(sotto-sottotitolo realista: e pensa non ha ancora iniziato a fare cacchina)

LE USCITE SERALI
Tutte le tue amiche (o quasi) sono incinte? La tua e-mail tracima di ecografie non richieste? Passi le tue serate a vergognarti del tuo mojito circondata da drink analcolici alla frutta dai nomi improbabili? Chet Baker è ormai una scusa per finire a parlare di Fallopio? Ormai conosci almeno 10 nomi di maschi e di femmine per ciascuna lettera dell’alfabeto, J K e X comprese?

Suggerimenti:
1) Se è la guerra che vogliono, l’avranno. Alla prossima ecografia, rispondi allegando la foto del tuo gatto. Se sono donne di mondo, capiranno.
2) Non cadere nelle loro imboscate. Se ti invitano a uscire, assicurati che ci sia almeno un’altra donna che ordinerà un moijto.
3) Se non hai studiato ginecologia, ci sarà un motivo. Se invece l’hai studiata, a fine serata presenta la parcella.
4) Non mentire. Non esistono 10 nomi con la X.




permalink | inviato da Blogberry il 10/9/2008 alle 0:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


18 luglio 2008

Amore e tesoro


Entro intimorita, mi guardo intorno. C’è una donna nuda in un angolo. Amore è di là. Tesoro chiacchiera con la donna come fossero al bar, come se la donna non fosse nuda. Mi nascondo come posso dietro la libreria e mi tolgo i sandali.


Tesoro: bla-bla,bla-bla, tesoro, bla-bla, amore, bla-bla.

Ladonna nuda: bla-bla, ahia, bla-bla, eh eh,bla-bla.

Entra Amore.

Amore: Allora bambolina, come stai?

Io: C-ciao. B-bene, tu?

A.: Bene. Spogliati.

Io: P-posso tenere la maglietta?

A.: Togliti anche le mutandine.

Io: O-occhei.

A.: Sdraiati pure.

Io: Già, ecco, hop.

A.: bla-bla, bla-bla,tesoro, bla-bla, amore, bla-bla.

Io: bla-bla, ahia, bla-bla, eh eh, bla-bla.

Extreme summer depilation.




permalink | inviato da Blogberry il 18/7/2008 alle 13:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


16 luglio 2008

...

Sera, locale affollato, coda al bancone. Scilla e Cariddi stanno appoggiate, una al pilastro e l’altra alla folla che preme,
faccia a faccia. Hanno occhi truccati, occhiaie profonde, capelli acconciati e magliette leggere. Portano i tacchi, ma sarebbe lo stesso. Parlano, ridono. Un uomo sta aspettando per loro da bere. Si sta come d’autunno togliendosi le voglie. O qualcosa del genere. E in più è pure estate.




permalink | inviato da Blogberry il 16/7/2008 alle 23:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


25 giugno 2008

Non omne quod licet honestum est

 Forse leggendo il titolo qualcuno ha pensato che volessi scrivere di Berlusconi e delle sue indecenti leggi ad personam. E invece no. Anche se c’entra pure lui con quello che sto per dire.

Quando seguivo il corso di antropologia all’alba dei mei vent’anni, trovai illuminante la semplice considerazione della prof. che se una legge c’è, è perché qualcuno prima o poi potrebbe volerla trasgredire. Ciò significa che se non passasse nemmeno per l’anticamera del cervello a qualcuno di fare una certa cosa, beh allora non ci sarebbe nessun bisogno di dirgli ‘non si fa’.

Quanto detto vale per le prescrizioni negative. Ma esistono anche prescrizioni positive. Il ‘si fa’, ‘si deve fare’, ‘si fa così’. La considerazione della prof. di antropologia si estende anche a queste ultime? In altre parole, ci sono azioni che alle persone non passa neppure per l’anticamera del cervello di compiere, al punto che è necessario suggerirle, o imporle?

Vorrei che rifletteste su queste semplici prescrizioni positive che pullulano nella nostra epoca così politically correct, cercando nei meandri della vostra coscienza se qualcuna per caso non serva anche a voi. E vorrei anche che guardaste anche voi come me con sospetto a queste prescrizioni, osservando in trasparenza il loro meta-significato: se bisogna dirlo, è perchè a qualcuno queste cose non vengono affatto spontanee.

Ad esempio...

cedere il posto a sedere ad anziani e donne incinte sui pullman
la ‘cassa prioritaria’ per le donne incinte e per le persone disabili al supermercato (da non confondersi con la cassa ‘veloce’ per chi acquista meno di 10 pezzi)
l’invito di Trenitalia a togliere la suoneria del cellulare e a parlare a bassa voce per non arrecare disturbo ai passeggeri quando si sale in treno
l’invito a gettare l’immondizia nell’apposito cassonetto

... eccetera.




permalink | inviato da Blogberry il 25/6/2008 alle 16:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
sfoglia     ottobre       
 
 




blog letto 45742 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE


Che cosa hanno fatto i posteri per me?(Woody Allen)

Non voglio raggiungere l'immortalità con le mie opere. Voglio raggiungerla non morendo.

Se solo Dio volesse darmi un segno che esiste; ad esempio, depositando una grossa somma di denaro sul mio conto in banca! 

Allora tutto il film della mia vita mi è passato davanti agli occhi in un attimo. E io non ero nel cast.

Il leone e il vitello giaceranno insieme, ma il vitello dormirà ben poco.

Emily Dickinson si sbagliava, la felicità non è la cosa con le piume. La cosa con le piume è mio nipote, devo portarlo da quello specialista a Zurigo.

Dovrei sposare W.? No, se non mi dirà le altre lettere del suo nome.

Due settimane fa sono stato coinvolto in un buon esempio di contraccezione orale. Ho chiesto ad una ragazza di venire a letto con me e lei mi ha detto di no.

Ho preso lezioni di lettura veloce ed adesso sono capace di leggere Guerra e Pace in venti minuti. Parla della Russia.

I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.

La psicanalisi è un mito tenuto vivo dall'industria dei divani.

Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà.

Io non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa.

(Woody Allen)

La società [comunista, ndr] regola la produzione generale e appunto in tal modo mi rende possibile di fare oggi questa cosa, domani quell'altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, così come mi vien voglia, senza diventare né cacciatore, né pescatore, né pastore, né critico.
(K. Marx, F. Engels, L'ideologia tedesca, 1845)

Oltre a essere diventata, in alcuni casi, quasi un intercalare, va riaffermato con forza che la bestemmia, al giorno d’oggi, non rappresenta altro che la tutela giuridica di persone che, noi atei, reputiamo inesistenti.
(http://www.uaar.it/laicita/bestemmia)

Noi volevamo cambiare il mondo, ma abbiamo perso lo scontrino e così non ce l'hanno più cambiato.
(Fausto Bertinotti alias Corrado Guzzanti)

L'amore non esiste. Esistono le persone che si amano.
(K. Marx)

I punti esclamativi sono applausi fatti a se stessi.
(A. Moravia)

Si sa che il lavoro ha sempre addolcito la vita: il fatto è che non a tutti piacciono i dolciumi.
(Victor Hugo)

Dio ci ha dato due orecchie e una bocca perchè ascoltassimo il doppio di quanto parliamo.
(Proverbio cinese)



«E tu non t'incantare troppo su queste teche. Di frammenti della croce ne ho visti molti altri, in altre chiese. Se tutti fossero autentici, Nostro Signore non sarebbe stato suppliziato su due assi incorciate, ma su di una intera foresta.»
«Maestro!» dissi scandalizzato.
«È così Adso. E ci sono dei tesori ancora più ricchi. Tempo fa, nella cattedrale di Colonia vidi il cranio di Giovanni Battista all'età di dodici anni.»
«Davvero?» esclamai ammirato. Poi, colto da un dubbio: «Ma il Battista fu ucciso in età più avanzata!»
«L'altro cranio dev'essere in un altro tesoro» disse Guglielmo con viso serio. (U. Eco, Il nome della Rosa, Sesto giorno, Prima)

OUI C'EST MOI.

CERCA